Molestie sul lavoro: le novità previste dal D.Lgs 159/25 a modifica e integrazione del D.Lgs 81/08

La valutazione dei rischi e la formazione

Impatto della violenza e delle molestie sul lavoro

Il tema della violenza e delle molestie sul lavoro riveste un’importanza fondamentale poiché incide direttamente sulla dignità, sulla libertà e sul benessere delle persone nei luoghi di lavoro, ambienti nei quali i lavoratori trascorrono una parte significativa della propria vita.

Le molestie, in qualunque forma si manifestino, costituiscono una violazione della dignità personale e possono generare conseguenze rilevanti sulla salute fisica, psicologica e sociale dei lavoratori, compromettendo il clima organizzativo e la qualità complessiva dell’ambiente lavorativo. Si tratta di comportamenti indesiderati che possono assumere natura verbale, fisica, psicologica o discriminatoria e che si inseriscono spesso in dinamiche di potere asimmetrico tra datori di lavoro e dipendenti o tra differenti ruoli e condizioni organizzative e sociali.

Gestire e prevenire la diffusione di questo fenomeno è salutare per le aziende che altrimenti si potrebbero trovare ad affrontare gli effetti negativi prodotti, non solo sulla persona che ne è vittima, ma anche sull’intera organizzazione, incidendo su produttività, motivazione, coesione interna e reputazione aziendale.

Quadro normativo internazionale, europeo e nazionale

A tutela della dignità e della sicurezza nei luoghi di lavoro esiste un quadro normativo articolato a livello internazionale, europeo e nazionale.

Un ruolo centrale è svolto dalla Convenzione OIL n. 190 (link), primo strumento internazionale vincolante dedicato alla prevenzione e al contrasto della violenza e delle molestie nel mondo del lavoro.

La Convenzione, infatti, riconosce tali comportamenti come violazioni dei diritti umani e come minaccia al lavoro dignitoso, includendo anche le violenze e molestie di genere. Inoltre, definisce la violenza e le molestie come un insieme di pratiche e comportamenti inaccettabili, anche potenziali o minacciati, che possano causare danni fisici, psicologici, sessuali o economici, sia in forma singola che ripetuta. Ecco il motivo per cui la Convenzione richiede agli Stati membri di adottare misure integrate di prevenzione, protezione, applicazione delle norme e supporto alle vittime.

L’Italia ha ratificato la Convenzione OIL n. 190 con la Legge n. 4 del 15 gennaio 2021, integrandola nel proprio sistema normativo insieme al D.Lgs. 81/2008, al Codice delle pari opportunità (D.Lgs. 198/2006), alle disposizioni del Codice penale e alla contrattazione collettiva. Anche l’Unione Europea ha sviluppato un impianto normativo volto a garantire la dignità e la parità di trattamento nei luoghi di lavoro attraverso direttive come la 2000/78/CE, la 2006/54/CE e la 2012/29/UE, oltre ad accordi quadro in materia di violenza e molestie.

Obblighi del datore di lavoro e ruolo del DVR

Il Datore di Lavoro è titolare di obblighi giuridici specifici di prevenzione, protezione e gestione del rischio da violenza e molestie e tali obblighi trovano un elemento centrale nella Valutazione dei Rischi ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

Il rischio di molestie deve essere infatti esplicitamente considerato e integrato nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) come rischio di natura organizzativa e psicosociale, da analizzare in relazione ai fattori relazionali, gerarchici e organizzativi che possono generare situazioni di disagio, abuso o discriminazione. La valutazione non può essere intesa come un adempimento statico o formale, ma come un processo dinamico e continuo che deve essere costantemente aggiornato.

È infatti obbligo del Datore di Lavoro procedere all’aggiornamento tempestivo del DVR ogni qualvolta intervengano cambiamenti organizzativi, riorganizzazioni aziendali, segnalazioni interne, episodi di violenza o molestie o comunque segnali di rischio emergenti. La mancata o tardiva revisione del DVR può configurare violazioni degli obblighi prevenzionistici con conseguenti responsabilità civili, amministrative e nei casi più gravi anche penali.

Misure organizzative e prevenzione aziendale

Accanto alla Valutazione e al suo aggiornamento continuo, i compiti del Datore di Lavoro possono essere riassunti nei seguenti punti:

  • adottare politiche aziendali esplicite contro ogni forma di violenza e molestia
  • predisporre codici di comportamento chiari
  • attivare canali di segnalazione sicuri e riservati
  • garantire la gestione tempestiva delle segnalazioni
  • adottare misure disciplinari proporzionate ed efficaci
  • assicurare tutela concreta alle persone coinvolte

Tali misure devono essere coerenti con l’evoluzione del contesto organizzativo e integrate quando necessario.

Formazione e integrazione con la Valutazione dei Rischi

La formazione, sia del Datore di Lavoro sia del personale, è uno degli strumenti più efficaci che un’organizzazione ha a disposizione, perché consente di aumentare la consapevolezza, riconoscere precocemente comportamenti inappropriati e promuovere una cultura del rispetto.

In questo sistema integrato, la formazione rappresenta uno strumento essenziale ma non sufficiente se non è accompagnata da un costante aggiornamento della Valutazione dei Rischi, poiché solo l’integrazione tra formazione e DVR aggiornato consente di prevenire efficacemente fenomeni di molestie, mobbing e discriminazione.

Conclusioni

La prevenzione delle molestie non rappresenta soltanto un obbligo normativo, ma anche un elemento strategico di gestione aziendale che incide sul benessere dei lavoratori, sulla produttività e sulla reputazione dell’impresa.

L’approccio integrato tra Valutazione del Rischio, aggiornamento continuo del DVR e formazione mirata contribuisce a migliorare il management perché:

  • crea un ambiente di lavoro più sicuro, inclusivo e rispettoso
  • riduce i conflitti interpersonali
  • rafforza la cultura organizzativa basata su dignità, uguaglianza e responsabilità

Trasformare gli obblighi normativi in opportunità di crescita è e rimane il punto di vista di ogni consulente aziendale.

Questo articolo di approfondimento è stato scritto da Marco Rosiello, Consulente e Responsabile Compliance Interna.

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