20 Feb Scaffalature industriali: obbligo normativo o investimento strategico?
La Norma UNI EN 15635 è essenziale per comprendere i sistemi di stoccaggio statici di acciaio e il corretto utilizzo e la manutenzione dell’attrezzatura di immagazzinaggio.
La sicurezza sul luogo di lavoro, in particolare negli ambienti logistici e di magazzino, richiede un’attenzione rigorosa alla conformità delle attrezzature. Tra queste, i sistemi di stoccaggio statici in acciaio (scaffalature metalliche) rappresentano un elemento cruciale, la cui gestione è normata a livello europeo e nazionale.
La UNI EN 15635 è la norma tecnica fondamentale che stabilisce i requisiti minimi per garantire l’integrità strutturale e l’uso sicuro di tali attrezzature. Questa norma, in sinergia con il D.Lgs. 81/08 Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, definisce gli obblighi a carico del Datore di Lavoro e dell’utilizzatore, mirando a prevenire incidenti gravi derivanti da danni o usura delle strutture.
Campo di Applicazione e Obiettivi
La UNI EN 15635 si applica a tutti i sistemi di scaffalature metalliche installate in un contesto lavorativo. L’obiettivo primario della norma è duplice:
Garantire la Sicurezza: Ridurre il rischio di incidenti, crolli o lesioni al personale causati da un uso improprio o da danni strutturali non identificati e non riparati.
Mantenere l’Efficienza Operativa: Assicurare che le attrezzature mantengano nel tempo i requisiti di capacità di carico e stabilità per i quali sono state progettate.
La norma stabilisce che le scaffalature, essendo a tutti gli effetti attrezzature di lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08, necessitano di una gestione proattiva e sistematica, che va ben oltre la sola fase di installazione.
Il Ruolo Chiave del PRSES
Un elemento cardine introdotto dalla UNI EN 15635 è l’obbligo, per l’utilizzatore (il Datore di Lavoro), di nominare un PRSES (Person Responsible for Storage Equipment Safety), ovvero il Responsabile della Sicurezza delle Attrezzature di Stoccaggio.
Compiti e Responsabilità del PRSES:
monitoraggio interno: organizzare e sovrintendere a regolari ispezioni visive interne delle scaffalature (a cadenza settimanale o in base alla valutazione del rischio), registrando tempestivamente eventuali anomalie;
gestione dei danni: agire immediatamente in caso di urti o danni, identificando il rischio, scaricando l’area se necessario (livello di rischio Rosso) e avviando le procedure di riparazione con ricambi originali o equivalenti;
documentazione: mantenere aggiornato il registro di tutti i controlli, le ispezioni esterne, le manutenzioni e le riparazioni effettuate.
formazione: informare e formare il personale sull’uso corretto delle scaffalature e sulle procedure di sicurezza, come ad esempio il divieto di apportare modifiche strutturali non autorizzate.
Il Processo di Ispezione e Manutenzione
La norma dettaglia un processo strutturato di controllo basato su due livelli di ispezione.
1. Ispezioni Visive Interne (a cura del PRSES)
Si tratta di verifiche rapide e frequenti (spesso giornaliere/settimanali), volte a identificare danni macroscopici causati dall’attività operativa (es. urti con carrelli elevatori). La norma prevede l’utilizzo di una classificazione dei danni a codice colore per la prioritizzazione dell’intervento:
VERDE: danno lieve. Non è richiesta azione immediata, ma il danno va monitorato;
ARANCIONE: danno significativo. È necessaria la riduzione del carico in attesa di riparazione in tempi brevi;
ROSSO: danno critico. La scaffalatura deve essere immediatamente scaricata e interdetta all’uso fino a riparazione, a causa dell’alto rischio di collasso.
2. Ispezioni Periodiche Esterne (a cura di un esperto qualificato)
È obbligatorio affidare a un tecnico esterno qualificato (ente terzo indipendente) l’esecuzione di un’ispezione tecnica approfondita, con un intervallo massimo di 12 mesi.
Questa verifica ha l’obiettivo di:
verifica di conformità: controllare l’aderenza della struttura ai dati di progetto (geometria, verticalità) e il corretto fissaggio al pavimento;
valutazione tecnica: analizzare lo stato di conservazione di ogni componente (montanti, travi, diagonali, connettori) per individuare usura, corrosione e deformazioni permanenti;
redazione del Report: fornire un resoconto scritto dettagliato al Datore di Lavoro e al PRSES, con l’evidenza delle criticità rilevate e le proposte di intervento necessarie.
Requisiti Tecnici Essenziali (UNI EN 15635)
I requisiti tecnici della norma si concentrano sulla corretta configurazione, sull’utilizzo e sul monitoraggio continuo delle scaffalature, imponendo chiare procedure e responsabilità.
1. Cartello di Portata (Load Notice)
contenuto: il cartello deve indicare chiaramente la capacità di carico massima (portata nominale) del singolo livello e/o della campata tra i montanti. Deve riportare il nome del produttore e la data di installazione/collaudo;
predisposizione: deve essere affisso in modo permanente, ben visibile e facilmente leggibile in ogni corridoio del magazzino, preferibilmente all’estremità delle scaffalature;
obiettivo: fornire un riferimento immediato agli operatori (mulettisti) per evitare il sovraccarico.

2. Valutazione del carico stoccato e dei pallet
al peso e dimensioni del carico: il peso unitario di ogni pallet e le sue dimensioni non devono mai eccedere i limiti specificati nel cartello di portata e nel manuale d’uso;
requisiti dei pallet: devono essere utilizzati solo pallet in buono stato e con caratteristiche appropriate.
3. Corridoi, spazi di manovra e distanze di sicurezza
larghezza dei corridoi: dimensionata in base ai carrelli elevatori;
distanze di sicurezza: tra carico e montanti, carico e carico adiacente, carico e soffitto/impianti;
spazi liberi: adeguati alle estremità dei corridoi.
4. Sequenza di Carico e Scarico
caricamento: dal basso verso l’alto;
scarico: dall’alto verso il basso;
distribuzione omogenea: evitare asimmetrie significative.
5. Monitoraggio dell’integrità dei componenti
Il PRSES e gli ispettori devono verificare l’integrità dei dispositivi di sicurezza che impediscono lo sfilamento delle correnti.
6. Protezione e Messa a Terra (se applicabile)
protezioni antiurto: installazione raccomandata di paracolpi;
messa a terra: necessaria se presenti sistemi elettrici.
Conclusione
Conformità e Implicazioni Legali
L’adempimento alla UNI EN 15635 non è solo una buona pratica, ma un obbligo normativo indiretto derivante dal D.Lgs. 81/08.
Art. 71, comma 1: attrezzature idonee;
Art. 71, comma 4: manutenzione adeguata.
L’assenza di ispezioni periodiche o la mancata riparazione di danni significativi espongono l’azienda a sanzioni amministrative e penali.
L’adozione sistematica della UNI EN 15635 è una strategia imprescindibile per proteggere personale e investimento strutturale.
Questo articolo di approfondimento è stato scritto da Federico Busato, Consulente e Tecnico per la Sicurezza di ISO Engineering.